24-03-2017
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L’Europa su 2 ruote / Olanda

L’Europa su 2 ruote / Olanda

Video: In bici sotto la neve
Mobilità dolce, piste ciclabili e legislazione nei Paesi Bassi

In Italia si sono fatti sempre molti annunci, ma la realtà è che tuttora la mobilità con la bicicletta rappresenta una modalità non strategica per il trasporto nazionale. Tutti hanno ben chiaro anche per sentito dire che la situazione è radicalmente diversa, in senso positivo, in Olanda. Il punto è: come ci sono arrivati, e quali sono gli aspetti qualificanti del loro sistema che dovremmo prendere come prioritari per impostare un piano strategico in Italia, da attuarsi attraverso interventi legislativi?

1. Un po’ di storia

Questo video di 6 minuti riassume come le piste ciclabili siano diventate strategiche in Olanda, dopo un periodo in cui le auto avevano preso possesso delle città, cambiandone anche il paesaggio urbano. Diversi fattori vi hanno contribuito, compresa la crisi petrolifera degli anni ’70. Ma la forza principale è stata quella dei cittadini, che hanno reclamato con forza questa infrastruttura mettendo al centro la SICUREZZA per i ciclisti e le fascie più deboli in generale, come i bambini.

2. Gli interventi legislativi: la sicurezza e l’evoluzione del concetto chiave di responsabilità in senso favorevole al ciclista

Tra i numerosi interventi legislativi, ce n’è uno di pochi anni fa che ha ulteriormente potenziato e salvaguardato la mobilità ciclistica, ed è sempre inerente alla SICUREZZA. Facendo leva sul punto della responsabilità in caso di incidente viene praticamente sempre attribuita al conducente dell’automobile, e non al ciclista.

Questo è chiaramente discusso in questa presentazione al punto 1.6 quando si parla di liability.

Something that should not be overlooked in the safety section: Liability. In some countries,
bicycling is seen as causing danger, which sometimes ends up in an anti-cycling policy. The Dutch
philosophy is: Cyclists are not dangerous; cars and car drivers are: so car drivers should take the
responsibility for avoiding collisions with cyclists. This implies that car drivers are almost always
liable when a collision with a bicycle occurs and should adapt their speed when bicycles share the
roads with cyclists

Nel sito del Fietsberaad, organismo governativo che coordina tutte le informazioni sulla mobilità ciclabile istituito su iniziativa del ministero dei trasporti olandesi nel 2001, si trovano moltissime altre informazioni in olandese (e le principali informazioni in varie lingue).

3. Coordinamento con le associazioni
Ovviamente queste iniziative possono/vanno fatte in cooperazione con le associazioni che già si battono per migliorare l’infrastruttura ciclabile nei vari paesi. A livello europeo la European Cyclist Federation  di cui fa parte l’italiana FIAB .

Basandosi sulle migliori esperienze in Europa e coordinandosi con le associazioni esistenti, si dovrebbe sviluppare un piano strategico nazionale per la mobilità ciclistica in Italia, che parta però da priorità concrete e di semplice attuazione (ma grande impatto).
In particolare appunto nell’ambito della sicurezza, il concetto di LIABILITY (responsabilità) discusso sopra. Con una modifica alla legislazione esistente (codice della strada) su questo punto della responsabilità che va assegnata sempre prevalentemente all’automobilista, si può introdurre questo cambio di prospettiva che a costo zero per lo stato può instaurare un circolo virtuoso di maggiore attenzione e rispetto verso i ciclisti da parte degli automobilisti.

L’effetto concreto di questo provvedimento lo si puo’ vedere in Olanda, dove la maggior attenzione verso i ciclisti si traduce in un aumento dell’utilizzo di questa modalità di trasporto, percepita come sicura anche per le fasce più deboli ed utlizzata costantemente per i tragitti casa-lavoro o casa-scuola, con notevoli risparmi e vantaggi per le famiglie e per lo Stato.

 Daniele Parravicini

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