24-03-2017
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Aziende statali come leader di sostenibilità: il caso della Svezia

Aziende statali come leader di sostenibilità: il caso della Svezia

Chi contribuisce maggiormente ad avanzamenti nella sostenibilità – governi o aziende? In Svezia la questione viene capovolta. La risposta non consiste in una regolamentazione ‘tradizionale’ da parte del governo.

Il governo svedese è tra i più grandi datori di lavoro della nazione. Esso controlla oltre 50 società e detiene importanti partecipazioni in grandi aziende come la società elettrica Vattenfall, la società di telecomunicazioni TeliaSonera, Scandinavian Airlines e il produttore di minerale di ferro LKAB .

Nel 2007 la Svezia è diventato il primo paese al mondo a imporre che le società controllate dallo Stato riferissero sulle loro attività di sostenibilità secondo la Global Reporting Initiative (GRI). Ora sta andando oltre, richiedendo a queste aziende di fare della sostenibilità una considerazione fondamentale nelle loro imprese.

“Le aziende che sono interamente o parzialmente a partecipazione statale sono tenute a dare il buon esempio”, dice Peter Norman, ministro svedese per i mercati finanziari, “Il prossimo passo del governo sarà di chiedere alle società di formulare i propri obiettivi concernenti la sostenibilità . Tali obiettivi saranno diversi per le singole aziende, ma rilevanti e specifici per le loro attività.”

L’iniziativa richiede a tutte le 54 imprese rientranti nell’ambito dell’influenza dello stato di fissare obiettivi per la sostenibilità misurabili, tagliati su misura per i loro rispettivi modelli industriali e commerciali. È importante sottolineare che questi devono essere definiti a livello di consiglio di amministrazione. A partire dal secondo trimestre del 2014, ciascuna azienda deve comunicare i propri obiettivi al governo e fornire annualmente un aggiornamento della situazione.

Il ragionamento di Norman, dichiarato nel suo discorso di lancio nel maggio 2012, è semplice: “Come proprietari, vediamo un evidente legame tra pratiche di business sostenibili e la creazione di valore aziendale. Per sopravvivere e garantire una forte crescita del valore a lungo termine, le aziende devono quindi dare priorità ai temi della sostenibilità.”

In effetti nel lungo termine la sostenibilità è un prerequisito per il profitto. Come investitore il governo vede un dovere fiduciario per integrare la sostenibilità nei mandati dei consigli di amministrazione.

Le aziende di proprietà pubblica rappresentano un investimento netto di circa 70 mld di Euro, una cifra importante per la popolazione della Svezia (equivalente a 12.000 dollari pro-capite). Rischi e opportunità legati alla sostenibilità devono essere identificati e gestiti per garantire la creazione di valore a lungo termine e rendimenti stabili.

La gestione della sostenibilità e la comunicazione dei risultati possono avere un impatto rilevante sul rischio d’impresa e il valore per gli azionisti. È interessante vedere la differenza tra le aziende che fanno questo e quelle che non lo fanno.

Imparare a proprie spese

Negli ultimi anni il governo svedese ha avuto una rapida curva di apprendimento su come gestire al meglio le sue partecipazioni.

TeliaSonera, un operatore di telecomunicazioni partecipato dai governi svedese e finlandese, è ancora scosso dalle accuse di aver pagato ai familiari di Islam Karimov , presidente dell’Uzbekistan, 300 milioni dollari in tangenti al fine di entrare nel mercato della telefonia mobile uzbeko. Questa vicenda ha avuto enormi implicazioni per il marchio, con un colpo diretto sul valore delle azioni della società. I grandi fondi comuni di investimento hanno venduto le loro quote della società e clienti importanti, tra cui la città di Stoccolma, hanno deciso di indire nuovi bandi di gara.

Se c’è una spina nel fianco della visione di basse emissioni di carbonio della Svezia, è la partecipata statale Vattenfall, uno dei maggiori produttori europei di elettricità e calore. Altamente criticata nei suoi principali mercati in Germania e in Svezia nel 2009 per mancanza di trasparenza, la cattiva gestione delle sue partecipazioni nucleari e la dipendenza dal carbone – nel 2012 il 46% dell’energia elettrica è stato generato attraverso combustibili fossili – Vattenfall doveva guidare lo sviluppo di un sistema energetico sostenibile, ma non è all’altezza del suo mandato.

Lo Stato ha anche una serie di storie di successo da raccontare. LKAB, uno dei maggiori produttori di minerale di ferro in Europa, consuma l’1,5 % di energia elettrica della Svezia ed emette l’1 % del suo gas serra. Nella sua ricerca per ridurre l’impatto, l’azienda ha sviluppato un processo che richiede la metà dell’energia per la produzione di pellet di minerale di ferro utilizzati dai produttori di acciaio in tutto il mondo.  La forte domanda di questo “pellet verde” hanno avuto un enorme successo grazie all’inferiore energia incorporata, con prezzo sul mercato decisamente superiore ai prodotti standard. La società ha anche abilmente gestito il dialogo con gli stakeholder in quello che sarebbe potenzialmente potuta diventare una polveriera. La società sta spostando due intere città del nord per continuare con la produzione, con minime proteste da parte della popolazione locale.

Con l’imposizione alle imprese di fissare obiettivi e riferire sulla sostenibilità il governo svedese sta facendo molto di più che esigere trasparenza attraverso delle relazioni: si sta chiedendo in modo efficace alle aziende di integrare la sostenibilità nelle loro attività. Gli obiettivi di sostenibilità dovrebbero avere carattere generale, ma essere misurabili e rilevanti per la gestione dell’attività, e il consiglio di amministrazione è responsabile. Amministratori delegati e presidenti sono tenuti a discutere i progressi con il Ministro dei mercati finanziari quando si incontrano annualmente.

La decisione della Svezia è interessante per due motivi: responsabilizzare i consigli di amministrazione e imporre obiettivi è uno strumento che può essere utilizzato dagli investitori a lungo termine, come i fondi pensione e governi, che credono che la sostenibilità migliori la gestione del rischio e la strategia aziendale.

L’approccio svedese presenta anche uno strumento politico innovativo per i governi che cercano di fornire una leadership sui temi della sostenibilità, evitando una regolamentazione “tradizionale” che può essere percepita negativamente o rifiutata dagli elettori. Mettere la sostenibilità al centro è il futuro – così il settore pubblico può guidare il mercato.

Traduzione a cura di Pierluigi Merlin
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